Tempora

Dèjà vu // Natee Utarit

a cura di Demetrio Paparoni 

Nel guardare un’opera d’arte figurativa non ci limitiamo a riconoscere i soggetti, ma tendiamo a mettere in atto una serie di associazioni in base alle nostre esperienze e conoscenze. Nelle rappresentazioni della Carità romana, per esempio, motivo dipinto da numerosi artisti, tra i quali Mattia Preti e Rubens, l’occhio non fatica a riconoscere un uomo anziano e una giovane donna. Il fatto che il vecchio abbia le labbra sul seno della giovane potrebbe portarci a interpretare questo soggetto in chiave erotica, vedendovi una prostituta con il suo cliente. Sarà la nostra conoscenza del mito a permetterci di individuare Cimone, incarcerato e condannato alla morte per fame, mentre viene segretamente nutrito dalla figlia. Cogliamo il significato che l’immagine vuole trasmetterci grazie all’interazione tra quello che vediamo e quello che sappiamo. Qualora in un’opera ci limitassimo a percepire ciò che vediamo e riconosciamo in maniera letterale, la sua interpretazione sarebbe astorica.
Se, per esempio, in un dipinto vedessimo due gruppi di uomini armati che si fronteggiano e non sapessimo dove e perché si stanno scontrando, pur mantenendo un suo senso, l’immagine non ci fornirebbe le informazioni necessarie per collocarla nella storia. In altre parole, nell’opera il significato dell’immagine va sempre al di là della rappresentazione di un modello: per un occhio astorico, Socrate che beve la cicuta sarà solo un uomo che si disseta. La questione riguarda anche lo stile, che contribuisce a collocare l’opera nel periodo storico in cui è stata realizzata, indipendentemente dal periodo storico d’appartenenza del soggetto della rappresentazione. Quando guardiamo un’opera dipinta nel Seicento che raffigura un episodio biblico, lo stile barocco incide sul contenuto perché incarna le visioni di un’epoca. Questo si può dire di ogni epoca, compresa quella moderna.
Queste considerazioni hanno un peso nella poetica dell’artista thailandese Natee Utarit, che utilizza figure, figurazioni, narrazioni, metafore e stili appartenenti a momenti storici differenti. Per quanto nelle sue opere le fonti iconografiche e le narrazioni di origine siano esplicite, nei precedenti cicli pittorici, che guardano soprattutto all’arte europea che va dal XV al XVIII secolo, egli ha ricondotto il contenuto alle ripercussioni del colonialismo europeo sui Paesi del Sudest asiatico.

FORMATO 24 X 28 CM | SPILLATO
ISBN  9788899928513 | PAG. 32 | EURO 6,00
USCITA: ottobre 2019
TARGET: arte moderna e contemporanea

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